giovedì 21 gennaio 2010

...l'animo razionale

Ognuno di noi ha un'animo razionale. Bè non sempre è dentro di noi.
Molte volte quest'animo è esterno, l'importante è che ci sia.
Grazie mille anima esterna.


E grazie a te Jam, se ho ripreso a scrivere su blog.



mercoledì 20 gennaio 2010

...dal sapore amaro

Che gusto ha il sapore amaro???di certo non l'amaro, sarebbe banale.
L'amaro ha il sapore di un pareggio, il sapore di qualcosa che non riesci a trattenere.
Puoi immaginarlo l'amaro, ma quando lo assaggi è totalmente diverso.


Insieme all'amaro si mescola il Parallelo, si quello strato sottile che divide due realtà così vicine ma paradossalmente lontanissime. Che forse solo nell'immaginario giornaliero puoi vedere camminare insieme, ma che nella realtà, anche il parallelo, è un'altra cosa. Ma voglio solo parlare dell'amaro perchè è quello che ho adesso e che adesso mi rimane.


martedì 12 gennaio 2010

Forse esistono dimensioni che ci circondano dove vivono persone che senplicemente vivono la vita conme la concepisci tu.
Ma finchè non ti ritrovi all'oro interno, intrappolato come nella dimensione sbagliata in matrix, semplicemente non ti rendi conto.
Cena JAM...è stato un piacere.




domenica 26 aprile 2009

...dalla parte dei nottambuli

La rivincita dei nottambuli
Chi va a letto tardi (ma dorme 8 ore) ha performance migliori

MILANO - È la rivincita dei tira-tardi la sera. Forse perderanno, il mattino dopo, quei preziosi momenti che «hanno l’oro in bocca», ma si scopriranno più attivi duran te il giorno e, soprattutto, ver so sera, quando gli altri, i mattinieri, cominceranno a sbadigliare per la stanchezza. Tutto merito, dicono alcu ni ricercatori belgi, della par ticolare interazione che si crea fra il loro orologio biolo gico (quello che regola il rit mo sonno-veglia) e la cosid detta pressione del sonno (le gata non tanto all’ora più o meno tarda, quanto al nume ro di ore trascorse da svegli).

Quando si parla di sonno, il mondo si divide in due: i gufi-nottambuli, che tenden­zialmente vanno a letto tardi, e le allodole-mattiniere che non riescono a dormire dopo le sei-sette di mattina. Un de stino scritto nei geni. E fra questi, ci sono anche i casi estremi di chi si corica all’al ba e di chi, a quell’ora, si alza. Philippe Peigneux e Chri stina Schmidt dell’Università di Liegi hanno proprio scelto questi due estremi per la lo ro ricerca: 16 mattinieri e 15 nottambuli. L’idea era quella di valutare le performance mentali di questi due diversi «cronotipi», nel corso della giornata. A tutti veniva con cessa, per una settimana, la possibilità di dormire secon do gli schemi abituali, ma per una durata standard di otto ore per notte: rimaneva no così svegli all’incirca 16 ore durante il giorno. Succes sivamente, per due giorni consecutivi, i partecipanti ve nivano sottoposti, nel corso della giornata, a una serie di test utili a valutare il grado di attenzione e la capacità di concentrazione (dovevano osservare dei numeri su uno schermo e schiacciare un pul sante quando cambiavano). Non solo: venivano anche sottoposti a una risonanza magnetica, per monitorare l’attività cerebrale, un’ora e mezza dopo la sveglia e dopo 10 ore e mezza trascorse da svegli. È vero, come già si sapeva, che i mattinieri cominciano in gran forma la giornata, ma perdono progressivamen te lo sprint, cominciano a sentire la pressione del son no e, salvo un guizzo di atten zione verso il tardo pomerig­gio, scivolano a poco a poco verso uno stato di torpore. Gli altri, invece, migliorano le loro performance mentali, a mano a mano che passano le ore, e le mantengono an che in serata.

Il segreto di questa situa zione, come spiegano i ricer catori su Science, sta in una parte del cervello, chiamata nucleo sovrachiasmatico, che regola appunto i ritmi circadiani: nel tipo mattinie ro, la pressione del sonno, che si accumula a mano a ma no che passano le ore, non è contrastata dall’azione di questo nucleo, che invece ri sulta molto attivo nei not tambuli. Ecco perché appaio no ancora freschi e riposati anche dopo undici ore di ve glia (e di lavoro). Conseguenze pratiche di questa nuova ricerca nella vi ta di tutti i giorni? Almeno due. Chi valuta i rischi di inci­denti, per esempio nel cam po dei trasporti, non deve più tenere conto soltanto del l’ora del giorno o del tempo trascorso al lavoro, ma an che del «cronotipo» del lavo ratore. Seconda. Chi si rico nosce nel genere «nottambu lo » può essere contento, ma non del tutto. Se sceglie un lavoro che gli consente, co munque, di dormire otto ore e di svegliarsi tardi, va bene. Ma se poi è costretto ad alzar si presto, rischia di andare in debito di sonno.

Adriana Bazzi
26 aprile 2009


Fonte:corriere.it

mercoledì 22 aprile 2009

...pensiamoci su italia

Marijuana «medica» e unioni gay
L’America del sogno libertario
La crisi ispira umori più tolleranti (e la politica li asseconda). Sulla cannabis aperture del ministro Holder

Sarà — anzi è, soprattutto è— la crisi economica, che rende tolle ranti. Si pensa al lavoro, al mu­tuo, al futuro; e se in giro ci sono coppie di sposi ambedue con baf fi e smoking, se i vicini hanno una ricetta per comprare marijua na per «uso medico», non ci si agi ta. Non ci si preoccupa per i valori americani; casomai, dati i tempi, può venir voglia di bussare e chie dere un tiro. E' una nuova Ameri­ca, dicono le notizie e i sondaggi; non proprio di umore pre-Sum mer of Love (San Francisco, 1967, e fu il '68 dei nuovi stili di vita oc cidentali, in effetti); preoccupata del declino, forse all'inizio di un ricorso storico più libertario. Fe steggiato — spesso illegalmente — lunedì sera, tra l'altro.

Da costa a costa, decine di mi gliaia di persone (la stima è con servatrice, almeno quella) si so no riunite (nelle case, nei locali, nei parchi) per celebrare il Canna bis Day, rito californiano iniziato a fine anni 70. In California molti l'hanno fatto senza infrangere la legge; lì, come in Massachusetts, è ammessa per «uso medico», la usano i malati veri ma anche i presunti sofferenti di «ansia» e «insonnia»; si fanno fare la ricet ta, vanno nei negozi appositi. Co munque lunedì erano moltissi mi, «mai così tanti», ha detto Ethan Nadelmann, lobbista della Drug Policy Alliance a Washin gton. «L’idea di legalizzare la ma rijuana sta entrando nel dibattito nazionale». In modo sorprenden te, poi: con la doverosa presa di distanze di Barack Obama; con il discreto assist dell'Attorney Gene ral Eric Holder, ha annunciato che chi vende marijuana verrà perseguito solo se viola sia leggi locali sia leggi federali; con l'ap poggio di un po' di destra liberi sta. L'ultimo a dirsi d'accordo è il nuovo commentatore-star della filorepubblicana Fox News, Glenn Beck; è favorevole a legaliz zarla e tassarla, come i superalco lici. I meno entusiasti sono i retto ri universitari anche liberal (alla vigilia del Cannabis Day hanno mandato e-mail sensate e minac ciose). Il testimonial involonta rio della nuova tolleranza è Mi chael Phelps, eroe olimpico filma to mentre si faceva una canna, poi di fatto assolto. La stranissi ma coppia che alla Camera ha pre sentato una proposta di legge per proteggere i consumatori di «me dical marijuana» è composta da Ron Paul, ex candidato ultralibe rista alle primarie repubblicane, e Barney Frank, democratico ul traliberal, storico deputato gay. E a proposito di gay.

Da giorni si ride su uno spot apocalittico prodotto da un grup po familista-religioso, a vederlo le nozze gay sembrano pericolose come una calata degli alieni (co munisti). Ne sono state fatte infi nite parodie. Ed «è significativo non solo perché è idiota, ma per ché è stato l'unica visibile prote sta mentre il matrimonio tra per sone dello stesso sesso veniva le galizzato in altri due stati, Iowa e Vermont», scriveva domenica sul New York Times l'editorialista Frank Rich. Il suo commento, «The Bigot's Last Hurrah», è stato per due giorni l'articolo più clicca to del sito. Secondo Rich, il movi mento antigay è finito; anche (al cuni) leader religiosi conservato ri stanno facendo marcia indietro sulle unioni monosesso; e «l' uguaglianza coniugale, lentamen te ma inesorabilmente, si diffon derà da stato a stato». Si vedrà, certo il periodo dei neocon e de gli sbandierati «family values» pa re finito, in America (la più a de stra del momento è Miss Califor nia, Carrie Prejean; sostiene di aver perso il titolo di Miss Usa per via della sua ferma opposizio ne alle nozze gay; è possibile, le candidate erano tutte plastificate uguali, qualche criterio ispirato allo spirito del tempo avranno do vuto usarlo, suvvia).

Maria Laura Rodotà
22 aprile 2009


Fonte:corriere.it